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Legge di Bilancio 2020 e pagamenti elettronici: facciamo il punto

La legge di bilancio per il 2020, approvata salvo intese lo scorso 16 ottobre dal Consiglio dei Ministri, riguarda anche i pagamenti e l’uso del contante.

Oggi in Italia otto pagamenti retail su dieci avvengono ancora in contanti¹ e se è vero che nel 2018 c’è stata una crescita dell’11% dell’uso di pagamenti alternativi², a livello europeo l’Italia è ancora uno dei paesi europei con la minore diffusione di questi strumenti. Se, per esempio, in Olanda solo il 45% dei pagamenti avviene in contanti e secondo un’indagine – nel 2018 – l’80% della popolazione svedese ha effettuato l’ultimo pagamento con carta di debito o un wallet digitale³, solo paesi come Malta, Spagna e Grecia ci superano nell'uso della carta moneta.

Sanzioni POS: addio alle multe e più incentivi


Proprio con l’obiettivo di incentivare l’uso di strumenti di pagamento elettronici, il governo italiano ha approvato la manovra che delinea la norma per abbassare il tetto del contante, da tremila a duemila euro dal 1° luglio 2020 per arrivare alla soglia di mille euro nel 2022.

Per rendere più efficace l’art. 15 del DL 179/2012 – convertito con modificazioni dalla legge 221/2012 – che ha introdotto l’obbligo per i commercianti e professionisti di accettare pagamenti elettronici con carte di debito e credito, con questa manovra l’Esecutivo ha inizialmente inserito il comma 4-bis che prevedeva una sanzione di natura amministrativa pari a 30€ più il 4% del valore della transazione, nel caso in cui venisse rifiutata l’accettazione di un pagamento elettronico. Nella versione definitiva le sanzioni sono state eliminate e sono state introdotte novità importanti che agevolano la tracciabilità dei pagamenti incentivando l’utilizzo di soluzioni alternative al contante. Le novità della legge di bilancio 2020 in ambito pagamenti alleggeriscono la pressione sui commercianti cancellando le sanzioni e, allo stesso tempo, introducono incentivi che rendono l’uso di strumenti di pagamento elettronici quasi irrinunciabile per i loro clienti.

Oltre allo stralcio dalla legge di bilancio delle ammende per chi non dovesse accettare pagamenti con il POS e dunque non ne fosse eventualmente dotato, per i negozianti l’esecutivo ha pensato ad un vantaggio ancora più tangibile, applicando un credito di imposta del 30% sulle commissioni applicate dalle banche e dai circuiti ai pagamenti elettronici per tutti coloro che fatturano fino a 400.000€ all'anno. Dunque un ulteriore incentivo ad accettare strumenti alternativi al contante.

Per i consumatori, “lotteria degli scontrini” e obbligo del pagamento tracciabile per continuare a godere di molte detrazioni fiscali – quelle sanitarie, per citare la spesa che riguarda il maggior numero di contribuenti – rendono le forme di incasso alternative alla carta moneta molto allettanti e aggiungono nuovi vantaggi a quelli sempre più percepiti dai consumatori, soprattutto da quelli più giovani.

Sempre di questo periodo sono le novità relative alla pubblica amministrazione che, tra gli obiettivi di medio periodo, puntava a raggiungere 60 milioni di transazioni digitali entro la fine del 2019 contro le 900 mila del 2016. Qui la sfida è riuscire ad incrementare le adesione delle amministrazioni sul territorio alle iniziative di PagoPA, l’azienda costituita lo scorso luglio e destinata ad essere centro strategico per molti dei nuovi progetti digitali del nostro Paese, a partire da quelli legati ai pagamenti digitali.

Fonti
¹L’utilizzo del contante in Italia - Banca d’Italia
²Rapporto realizzato dal Comitato Pagamenti Italia di Banca d’Italia 
³Payment patterns in Sweden 2018 – Banca Centrale svedese

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