Gestire una raccolta fondi, incassare quote associative o vendere gadget durante un evento significa, sempre più spesso, incontrare una domanda semplice da parte di soci e sostenitori: “Posso pagare con carta?”. Per molte realtà del Terzo Settore, dotarsi di un POS non è solo una questione di comodità, ma un modo concreto per ridurre la gestione del contante, migliorare la tracciabilità e semplificare l’amministrazione.
In Italia il mondo non profit è ampio e in crescita: secondo l’ultimo dato ISTAT disponibile (aggiornato al 31 dicembre 2023) al 31 dicembre 2023 risultano attive 368.367 istituzioni non profit.¹ Mentre nel processo di riordino del Terzo Settore, il RUNTS – il registro nazionale online che raccoglie gli enti del Terzo Settore – conta 112.631 enti iscritti all’8 maggio 2025 (escludendo la sezione dedicata alle imprese sociali). ²
E, parallelamente, i pagamenti digitali continuano a diventare un’abitudine quotidiana: nel primo semestre 2025 gli italiani hanno transato 236 miliardi di euro con carta (+6% vs primo semestre 2024) e, secondo le stime, il 2025 potrebbe chiudere tra 495 e 505 miliardi di euro. In negozio crescono soprattutto i pagamenti “tap” da smartphone e wearable: 29,7 miliardi di euro nel primo semestre 2025 (+46% sul 2024), con il 95% del valore transato tramite tecnologia NFC.³
In questo scenario, accettare pagamenti elettronici può fare la differenza anche per un’associazione.
Un POS, per un’associazione, non serve solo “a incassare”: è uno strumento che può aiutare a rendere più fluida l’operatività e più chiara la rendicontazione.
I vantaggi più concreti:
Non tutte le associazioni hanno le stesse esigenze. In genere, un POS diventa particolarmente utile nel caso di:
Raccolte fondi ed eventi
Banchetti, eventi annuali, giornate di sensibilizzazione: il POS permette di accettare donazioni e contributi anche da chi non ha contanti.
Quote associative e contributi per attività
Il POS aiuta a standardizzare l’incasso e a ridurre la gestione manuale dei pagamenti di laboratori, campus, attività.
POS per associazioni sportive
Utile per iscrizioni a corsi, eventi, tornei e quote attività.
POS per associazioni culturali
Pratico per biglietti, tesseramenti, laboratori, visite guidate e iniziative sul territorio.
Vendita di merchandising o piccoli beni
Con i pagamenti digitali si limita la frizione al momento dell’acquisto di magliette, gadget o calendari solidali
Gestione “multi-sede” o itinerante
Associazioni con più punti di attività o iniziative sul territorio beneficiano di soluzioni portatili (Wi-Fi/4G), più flessibili rispetto a una postazione fissa.


Qui la parola chiave è: ordine. Un POS non “risolve” da solo la parte amministrativa, ma può renderla più semplice se si impostano bene alcuni passaggi.
Tracciabilità e documentazione delle donazioni
Se il donatore desidera usufruire di eventuali benefici fiscali, in genere è importante che la donazione sia tracciabile e correttamente documentata (ad esempio con evidenza su estratto conto e/o ricevuta dell’ente).
Per questo, molte associazioni scelgono pagamenti elettronici anche per ridurre ambiguità e semplificare l’archiviazione.
Nota: il tema agevolazioni varia in base a qualifica dell’ente (ETS/ODV/APS, ecc.) e tipologia di erogazione. In caso di dubbi, conviene confrontarsi con il proprio consulente.
Ricevute e causali: cosa impostare
Buone pratiche operative (soprattutto durante eventi):
Dal 1° gennaio 2026 è entrato in vigore l’obbligo di collegamento tra POS e registratore telematico in determinati casi, con modalità operative definite dall’Agenzia delle Entrate.⁴
Allo stesso tempo, sono state chiarite specifiche esclusioni per alcune attività (ad esempio mostre/fiere in particolari regimi), come richiamato anche in commenti alla risposta a interpello n. 298/2025.⁵
Non tutte le associazioni rientrano negli stessi obblighi, perché dipende da come vengono documentati i corrispettivi e dalla tipologia di attività svolta. Per evitare errori, è utile verificare l’inquadramento della propria realtà.]
Prima di confrontare soluzioni, conviene chiarire 5 domande operative:
Inoltre, ci sono alcune funzionalità da considerare in base alle necessità dell’organizzazione e del contesto:
Anche gli strumenti si evolvono: oggi esistono POS Android moderni, con schermo touch e interfacce più intuitive, e soluzioni Tap to Pay (ad esempio Fabrick SoftPOS) che consentono di trasformare uno smartphone abilitato NFC in un punto di incasso contactless.
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In questo scenario, Axerve mette a disposizione soluzioni pensate per rendere l’incasso più semplice e gestibile anche nelle situazioni tipiche del non profit (eventi, banchetti, attività itineranti), con dispositivi POS Android dotati di connettività e aggiornamenti software. In base alle esigenze operative, è possibile:
E, per chi desidera partire da una soluzione essenziale, POS Easy è richiedibile anche dalle associazioni, a condizione che rientrino tra quelle con codice SAE 500/501.
POS per associazioni senza partita IVA: quando si può richiedere?
Un POS per associazioni senza partita IVA spesso si può richiedere anche con solo codice fiscale, se l’associazione è regolarmente costituita, ha un IBAN su cui accreditare gli incassi e il legale rappresentante può fornire i documenti necessari. Se invece l’associazione svolge attività a pagamento continuative/commerciali, è meglio verificare l’inquadramento e gli adempimenti con il proprio consulente.
Il POS si può usare per incassare le quote associative?
Sì, nella pratica è un uso comune. La cosa importante è mantenere coerenza tra incasso, causale e registrazione interna.
Come si gestisce una donazione fatta con POS?
In genere è utile predisporre:
Il POS è utile anche se si fanno pochi eventi l’anno?
Spesso sì, perché proprio nei momenti “di picco” (evento, cena sociale, raccolta fondi) il POS riduce la frizione e velocizza gli incassi. Inoltre, i pagamenti contactless sono ormai un’abitudine consolidata.
ISTAT – Struttura e profili del settore non profit
Ministero del Lavoro – Decreto n. 174/2025 (dato RUNTS: 112.631 enti al netto imprese sociali, all’8 maggio 2025)
Osservatorio Innovative Payments (Politecnico di Milano) – Pagamenti digitali, l’Italia consolida: 236 miliardi di euro transati con carta nel primo semestre
