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Pagare con lo smartphone grazie al mobile payment

Pagare con lo smartphone grazie al mobile payment

Aggiornamento: 2 settembre 2022 • Tempo di lettura: 6 minuti

L’innovazione tecnologica degli ultimi anni ha contribuito al successo degli smartphone le cui funzioni sono cresciute di pari passo. Oggi con i telefoni facciamo tutto, compreso pagare i nostri acquisti in negozio e online.

Con mobile payment, anche chiamati m-payment, si intendono i pagamenti effettuati tramite dispositivo mobile, smartphone e, meno di frequente, tablet. Possiamo identificare due casi d’uso distinti di mobile payment: il primo richiede la vicinanza tra venditore ed acquirente e in questo caso si parla di pagamenti mobili di prossimità – anche proximity payment – mentre nel secondo caso, anche detto mobile remote payment - il pagamento avviene a distanza, tra le piattaforme più conosciute che offrono questo tipo di servizio ci sono, per esempio: HYPE, Apple Pay e Google Pay. Si parla di proximity payment anche riferendosi a pagamenti con carte contactless, in questo caso però non si tratta di mobile payment poiché non incorre l’uso di un device.

Spesso queste piattaforme offrono entrambe le modalità di pagamento in certi casi con esperienze d’uso ibride, pensiamo ad esempio ad Alipay che tra le sue modalità di pagamento permette al cliente di pagare inquadrando un QR Code, mostrato da un POS (dunque in prossimità) o su un display che potrebbe trovarsi ovunque nel mondo.

Come funzionano i pagamenti mobile per l’utente

Per pagare in mobilità, servono fondamentalmente due elementi: uno smartphone o tablet e una piattaforma certificata per questo tipo di servizio che può essere installata o già integrata nel dispositivo.

Per effettuare pagamenti mobili di prossimità occorre avvicinare il cellulare, necessariamente dotato di un chip NFC, ad un dispositivo in grado di ricevere e processare il pagamento – tipicamente un POS o un totem – oppure si accede all’app di pagamento e, a seconda della user experience offerta, si finalizza l’operazione.

Esistono molte applicazioni di mobile payment, ognuna con modalità di pagamento diverse. Alipay, per esempio, permette anche all’acquirente di creare un QR code di pagamento che, in questo caso, verrà inquadrato dall’esercente con un lettore di codici a barre. HYPE invece permette di pagare selezionando il punto vendita da una lista di quelli nelle vicinanze – grazie alla geolocalizzazione dello smartphone – ma anche inserendo un codice univoco che lo identifica, in più, associando la carta prepagata fisica o virtuale di HYPE ad un wallet come Apple Pay o Google Pay, è possibile effettuare anche pagamenti mobili di prossimità.

Cosa serve all'esercente per accettare i pagamenti con lo smartphone

Cosa serve invece all'esercente? La risposta dipende da quali piattaforme di mobile payment si vogliono accettare. Per i principali wallet digitali, quelli che abbiamo già citato in precedenza, è sufficiente avere un POS abilitato che quindi, agli strumenti di pagamento più tradizionali come carta e “bancomat”, affianca anche questi più innovativi. Una volta processato il pagamento, i proventi delle vendite verranno accreditate sul conto corrente.

Per altri strumenti, ad esempio PayPal, è necessario attivare un account sul quale verranno anche depositate le somme. Alcune piattaforme sono nate come pure digital per il mondo Ecommerce e poi hanno sviluppato soluzioni per i pagamenti nel mondo fisico, altre invece – nate più recentemente – sono state pensate e costruite da subito per rispondere ad cliente omnicanale, che quindi si rapporta con i brand in un percorso che tocca più touch point, su canali diversi e senza soluzione di continuità.

Mobile payment nel mondo

Secondo un recente dossier di Statista¹, entro il 2025 il mercato delle transazioni mobile nel mondo supererà i 9.400 miliardi di dollari, oltre l’84% in più rispetto al 2020. Sarà l’area Asia-Pacifico ad avere il maggior numero di pagamenti mobile, con il 56% di market-share, seguita da Africa e Middle East con il 21% del mercato, mentre Europa, Nord e Sud America raggiungeranno ognuna il 15% dei volumi.

Ad oggi, PayPal, Apple Pay e Google Pay sono tra le app più utilizzate a livello globale, almeno nel mondo occidentale. Alla fine del 2021, secondo il Global Consumer Survey di Statista, queste tre app hanno registrato milioni di utenti, rispettivamente:

  • 426 milioni PayPal
  • 808 milioni Apple Pay
  • 758 milioni Google Pay

Tra le app più utilizzate in Cina c’è Alipay, motore dell'ecosistema di Alibaba Group, che con quasi 1,2 miliardi di utenti¹ è il più grande wallet digitale al mondo. La particolarità di questo servizio, oltre alle modalità di pagamento di cui abbiamo già parlato, è che l’esercente può accettare pagamenti da oltre 300 milioni di wallet presenti in Asia e in Europa, mentre l’utente ha a sua disposizione oltre 100 servizi aggiuntivi, non solo finanziari.

Se guardiamo i pagamenti mobile su POS, possiamo stilare una classifica per penetrazione. In Cina, Vietnam, Sud Corea, Russia e Norvegia nel 2021 il 25% della popolazione e oltre ha effettuato almeno un pagamento in questa forma.

È poi interessante notare come in alcune aree specifiche del mondo, ad esempio l’Africa subsahariana, l’Asia del sud, l’Asia orientale e Pacifico, i pagamenti cashless non avvengono per il tramite di piattaforme riconducibili a banche o fintech ma a operatori di telefonia mobile che da tempo stanno allargando la propria competenza anche ai servizi finanziari.

Italia e Mobile Payment: i pagamenti con smartphone

Un recente rapporto dell’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano² ha fotografato lo stato dei pagamenti digitali in Italia, con attenzione anche al sottoinsieme dei pagamenti mobile.

Nel 2021, in Italia sono stati fatti pagamenti digitali per 327 miliardi di euro (+22% rispetto all’anno precedente). La crescita più evidente ha riguardato proprio i pagamenti con smartphone e dispositivi indossabili che hanno superato i 7 miliardi di euro, facendo registrare un aumento del 106% rispetto al 2020.

Anche le transazioni contactless in negozio hanno visto un aumento particolarmente rilevante, arrivando a 126,5 miliardi di euro, spinti anche dall’innalzamento del tetto per i pagamenti senza PIN a 50 euro.

Nonostante gli aumenti anche a tre cifre, l’Italia resta tra gli ultimi Paesi europei in termini di penetrazione di queste forme di pagamento. Già superata dalla Grecia nel 2019 e dalla Germania nel 2020, oggi il nostro Paese è sceso al 25° posto su 27, davanti solo a Romania e Bulgaria.

Ciò che probabilmente ha posto un freno alla crescita, comunque di rilievo, è stato il termine dell’iniziativa del Cashback, di cui hanno beneficiato quasi 9 milioni di italiani, ossia circa il 18% della popolazione maggiorenne). Eppure la penetrazione dei pagamenti elettronici è arrivata al 38% del totale, con un aumento di 5 punti rispetto al 2020.

Come scritto all’inizio del capitolo sono stati i pagamenti con dispositivi mobili e wearable ad aver avuto le performance migliori. Semplicità d’uso, disponibilità della tecnologia NFC sempre più comune anche negli smartphone di fascia bassa e cultura digitale crescente sono solo tre dei fattori che stanno contribuendo all’adozione sempre più frequente di questi strumenti in alternativa a quelli più tradizionali, come le carte di pagamento.

I pagamenti in mobilità quindi riscontrano già il favore del consumatore, anche per questo Axerve, attenta da sempre alle evoluzioni del consumatore e dei mercati, oggi offre già tutti gli strumenti per accettare pagamenti in mobilità, ideali per percorsi d’acquisto omnichannel strutturati grazie a POS evoluti e ad Axerve Pay by Link, ma adatti anche a piccoli punti vendita che invece possono contare sull'offerta POS Easy, che integra già le principali piattaforme di pagamento in mobilità, senza costi aggiuntivi.

Fonti
1

Mobile Payments : The many faces of global mobile payments | Statista, 2022

2

Continua la crescita dei pagamenti digitali in Italia: 327 mld €, +22% | Osservatorio Mobile Payment & Commerce del PoliMi.

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