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Credito d’imposta del 30% sui pagamenti elettronici tracciabili

Credito d’imposta del 30% sui pagamenti elettronici tracciabili

Pubblicazione: 7 settembre 2020 • Tempo di lettura: 3 minuti

A partire dal 1 luglio 2020, secondo quanto previsto dal bonus POS istituito dal Governo italiano, è possibile usufruire di un credito di imposta del 30% sulle commissioni pagate dall'esercente in relazione a pagamenti effettuati da consumatori finali con carte (di credito, di debito e/o prepagate) o con altri strumenti di pagamento elettronico tracciabili, come previsto dall’art. 22 del Decreto Legge 124/2019.

Chi può beneficiare del credito d’imposta e come funziona

Possono beneficiare dell’agevolazione fiscale tutti gli esercenti con un fatturato non superiore a 400.000 euro nell’anno d’imposta precedente a quello di riferimento, a prescindere dal regime di contabilità adottato e dalla tipologia giuridica scelta per l’esercizio dell’attività commerciale. Inoltre, il credito d’imposta verrà applicato solo ai pagamenti non riconducibili ad attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale effettuati da persona fisica.

Il credito di imposta sui pagamenti elettronici può essere utilizzato in compensazione (come da art. 17 del DL 9 luglio 1997 n. 241) tramite modello F24 dal mese successivo a quello dell’addebito delle commissioni sostenute per la ricezione del pagamento e dovrà essere riportato nella dichiarazione dei redditi.

Applicazione delle disposizioni di attuazione all’offerta POS Easy di Axerve

L’offerta POS Easy a canone di Axerve si differenzia dal resto dell’offerta POS della società e dalla maggioranza di proposte sul mercato in quanto, a fronte dell’utilizzo del POS per la ricezione di pagamenti con carta e borsellini elettronici, prevede esclusivamente l’addebito di un canone mensile il cui importo viene scelto dall'esercente in fase di richiesta sulla base del proprio transato annuo.

I clienti Easy possono richiedere il credito d’imposta sia per l'offerta Easy a canone sia per quella a commissioni (scopri la nuova offerta Easy a commissioni). Nel primo caso, perché il canone rientra nella tipologia di tariffa che il provvedimento governativo definisce “a pacchetto”, ossia i costi fissi che oltre ad includere il noleggio del terminale includono anche una certa quantità di transazioni in franchigia (nel caso specifico 10.000 euro per la prima fascia e 30.000 euro per la seconda fascia).

Per l'offerta POS Easy a canone, nel conteggio non viene però inclusa l’eventuale commissione dell’1,5% + IVA prevista nel caso di superamento dei 30.000 euro di transato POS nell’anno. Questa commissione viene infatti considerata come costo applicato per l’esecuzione tecnica del pagamento (anche detta processing fee) e non può rientrare nelle commissioni di acquiring oggetto del Decreto Legge.

Al contrario, per chi ha scelto POS Easy a commissioni, l’agevolazione fiscale viene applicata proprio sulla commissione percentuale applicata sul transato, oggi pari all’1% senza IVA in quanto costo bancario, ma non sul costo di acquisto del POS.

Cosa fare per beneficiare del credito d’imposta

Per richiedere il credito d’imposta l’esercente deve seguire le indicazioni del proprio commercialista, consegnandogli la fattura del canone mensile e il riepilogo delle operazioni.

La fattura elettronica del canone viene inviata mensilmente da Axerve ed è sempre disponibile sulla dashboard myStore dalla quale è anche possibile visualizzare il riepilogo delle operazioni con le informazioni relative a:

  • Numero di operazioni effettuate nel mese di riferimento, sia in valore totale che riferite ai soli clienti consumatori.
  • Valore delle operazioni effettuate nel mese di riferimento, sia in totale che riferite ai soli clienti consumatori.
  • Commissioni addebitate (il dato è zero nel caso dei clienti con Offerta Easy attiva).

È importante ricordare che:

  • Il credito d’imposta può essere richiesto solo se nel mese solare si è effettuata almeno una transazione verso clienti consumatori (informazione disponibile nel riepilogo operazioni).
  • La processing fee dell’1% o 1,5% + IVA, prevista oltre 30.000 euro di transato annuo, non può essere oggetto di credito d’imposta.
  • Sia la fattura sia i documenti di riepilogo operazioni vanno conservati dagli esercenti per almeno 10 anni.

Banca Sella, in qualità di fornitore del servizio di acquiring per i clienti POS Easy e, se necessario, in collaborazione con Axerve, si occupa di inviare mensilmente all'Agenzia delle Entrate i dati relativi alle transazioni effettuate e i costi sostenuti, essenziali per verificare la congruità di quanto indicato dall'esercente.

L’iniziativa del credito di imposta sui pagamenti elettronici ha il vantaggio di alleggerire la pressione fiscale in un momento certamente delicato per la nostra economia e, allo stesso tempo, può essere un incentivo ulteriore nella scelta del POS Easy, ideale per chi sta cercando una soluzione trasparente, facile da attivare online e affidabile.

Axerve produce questo contenuto senza pretesa di completezza né di attualità delle informazioni riportate. Questo articolo ha il solo scopo di fornire indicazioni utili sul tema trattato e non è da considerarsi guida esaustiva quanto piuttosto un vademecum. Se vuoi segnalarci una correzione contattaci attraverso i nostri social network.

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