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Come pagano i tuoi clienti stranieri in vacanza

Quando pensiamo agli strumenti di pagamento digitali più comuni, quasi certamente ci vengono in mente le carte di creditoPayPal, e magari qualche altro wallet come HYPE e Satispay.

Questi sono i pagamenti più utilizzati in Italia, in realtà se allarghiamo lo sguardo al resto del mondo, non è detto che la risposta sia sempre la stessa. Soprattutto negli ultimi anni, stanno proliferando nuove soluzioni alternative di pagamento, spesso pronte per un approccio al cliente omnichannel.

Oggi ci sono centinaia di sistemi di pagamento alternativi, la cui penetrazione può variare molto, dalla singola regione al mondo intero, la capacità di ricevere pagamenti con questi strumenti sta diventando sempre più strategica.

Soprattutto nel mondo del turismo, della ristorazione e del luxury fashion, sono sempre più frequenti i clienti stranieri che chiedono di poter pagare con strumenti alternativi, e in alcuni casi essere in grado di soddisfare la loro richiesta significa cogliere un’opportunità, magari anticipando la concorrenza.

Vediamo insieme i sistemi di pagamento più comuni nei principali paesi di provenienza dei turisti stranieri.

Europa

La maggior parte del turismo straniero proviene dall’Europa. I cittadini europei hanno abitudini abbastanza simili quando si tratta di acquisti: carte di credito e debitoprepagate e PayPal sono i più comuni. Stanno però prendendo piede anche nuove piattaforme che, sebbene siano nate principalmente per gli acquisti online, sono sempre più richiesti anche in store. MyBankKlarna Pay Now e iDeal, per esempio, permettono di pagare con bonifico con tutti i vantaggi tipici di un pagamento online, facilitando tracciamento degli ordini e riconciliazione.

USA

Negli Stati Uniti sono nati molti dei sistemi di pagamento più usati nel mondo, pensiamo ad esempio alla carta di credito che ha visto i suoi albori nel 1950 e, agli esordi, permetteva di pagare solo in un gruppo ristretto di ristoranti ed alberghi. L’offerta di strumenti di pagamento statunitense oggi è molto frammentata, gli strumenti più comuni sono: le carte di credito come VisaMastercardDiscover e American ExpressPayPalSquare CashVenmo (digital wallet di PayPal) e Zelle, per citarne solo alcuni. Molti di questi richiedono che ordinante e beneficiario del pagamento siano residenti negli Stati Uniti, dunque sono strumenti che esercenti stranieri oggi non possono integrare; PayPal invece è disponibile ovunque e grazie a soluzioni software facilmente integrabili, oggi è possibile offrirlo anche per pagamenti in store.

“Entro la fine del 2019, il 55% delle transazioni online mondiali avverrà tramite sistemi di pagamento alternativi.”

- PPRO Financial

Russia

I russi, come gli italiani, sono ancora molto legati al contante anche se, allo stesso tempo, si dimostrano propensi alle innovazioni tecnologiche. Con una penetrazione del 61% degli smartphone, contro una media del 51% dell’Europa dell’est, e oltre il 70% della popolazione che accede regolarmente ad internet, i pagamenti digitali hanno trovato terreno fertile per la loro espansione. Oltre che con le carte di credito, in Russia si paga comunemente con Moneta.ru, sistema di instant payment, QIWI Wallet e Yandex.Money, nato nel 2002 da una jont venture tra il motore di ricerca più utilizzato in Russia e Sberbank, una delle banche più grandi dell’est Europa.

Cina

Anche in Cina la rivoluzione digitale ha portato ad una forte accelerazione nell’ambito dei pagamenti. Le carte di credito Unionpay sono il sistema di pagamento più tradizionale, a questo si affiancano dei wallet digitali che hanno in comune la loro genesi: sono tutti nati dall’evoluzione di piattaforme che avevano scopi diversi da quello dei pagamenti.

Ci sono Alipayspin-off del gigante dell’ecommerce Alibaba, Wechat, inizialmente semplice alter-ergo cinese di Whatsapp, e Baidu Wallet, digital wallet del motore di ricerca più utilizzato in Cina.
L’integrazione di Alipay e Wechat, certamente i due strumenti più comuni assieme alle carte Unionpay, oggi possono dare un vantaggio anche agli esercenti italiani, soprattutto nelle grandi città e nelle località turistiche. In realtà l’uso di queste piattaforme è in forte crescita nelle città con le più grandi comunità di cinesi come Prato e Milano, dove soprattutto le seconde generazioni prediligono questi strumenti per lo scambio di denaro e i pagamenti.

Giappone

Il Giappone rappresenta la terza economia al mondo e uno dei paesi con l’uso più basso di contante che, nel 2018, si è attestato al 7%. La cultura giapponese ha due anime apparentemente contrapposte che in realtà convivono armoniosamente: una rappresenta il forte legame con la tradizione e l’altra vocata all’innovazione, soprattutto tecnologica. Anche i pagamenti alternativi più comuni tra i giapponesi si inseriscono in questo contesto. Pensiamo ad esempio a Kombini, che prende il nome dai tipici mini-market nipponici nei quali ci si deve recare per finalizzare un pagamento nato in realtà online. Ci no poi naturalmente le carte di credito, oltre a quelle dei circuiti più conosciuti vanno citate le carte emesse da JCBDocomoPay Easy e Line Pay che sono fondamentalmente tutti digital wallet.

A completare lo scenario mondiale ci sono naturalmente anche altre piattaforme che stanno investendo molto per diventare leader in un settore, quello dei pagamenti online e in-store, che sta diventando sempre più complesso e frammentato. Apple PayGoogle Pay e Amazon Pay guidano una lunga lista di pagamenti alternativi che, forti della loro base clienti, stanno rivoluzionando un ecosistema, fino a pochi anni fa, appannaggio esclusivo delle banche.

In conclusione, anche se è sempre più complicato districarsi nell’ecosistema dei pagamenti, saper scegliere gli strumenti più adatti alle esigenze dei clienti stranieri può diventare un elemento differenziante significativo per competere, fidelizzare ed incrementare le vendite.

Fonti
Report di PPRO Financial Ltd
Analisi interne di Axerve S.p.A.