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Come aprire un Ecommerce: cosa serve e quanto costa

Come aprire un Ecommerce: cosa serve e quanto costa

Pubblicazione: 8 luglio 2020 • Tempo di lettura: 8 minuti

Aprire un Ecommerce, se non si hanno alcune informazioni essenziali può essere più facile a dirsi che a farsi. Con l’accelerazione di molti settori del commercio elettronico nel 2020, attivare uno store online, magari complementare al punto vendita, è un tema molto attuale soprattutto per quegli esercenti che hanno visto calare le vendite in negozio.

Aprire un Ecommerce non è sinonimo di vendere online. Nel primo caso, che trattiamo in questo articolo, ci si riferisce all'apertura di un negozio online con la pubblicazione di un sito o di un’app proprietari, la cui gestione è in capo direttamente al titolare dell’attività. Vendere online si riferisce genericamente a tutte le forme di vendita su canali digitali, per esempio tramite marketplace – due tra i più famosi sono Amazon ed Ebay – su siti e piattaforme di annunci, inclusi i social network, tipicamente indicate per attività estemporanee e non professionali.

Avviare un negozio online: da dove iniziare

Ci sono poi alcuni elementi fondamentali per l’apertura di un Ecommerce, necessari per ottemperare a tutte le normative vigenti. In particolare, per i venditori professionali sono necessari: l’apertura di una partita IVA – senza, non è possibile attivare un Ecommerce professionale – oltre all'iscrizione al Registro delle Imprese, all'apertura delle posizioni contributive ed assistenziali e alla comunicazione di inizio attività. Dal punto di vista finanziario, è necessario aprire un conto corrente intestato alla società sul quale verranno accreditati i proventi delle vendite e addebitati costi e commissioni.

Possono esserci altri passaggi burocratici necessari ad essere in regola che possono dipendere, per esempio, dalla tipologia di prodotti venduti o dalla vendita al di fuori dell’Unione Europea. Il consiglio per questa fase è di rivolgersi ad un commercialista specializzato, per avere il supporto di un professionista ed evitare eventuali intoppi futuri.

Una volta definito l’aspetto più burocratico, possiamo occuparci delle attività principali necessarie esclusivamente all'apertura e alla gestione di un Ecommerce. Di seguito abbiamo raccolto tutte le informazioni utili a chi ha intenzione di dedicarsi alla vendita online.

Sviluppo, manutenzione e hosting del sito: la user experience è tutto

Il sito dello store online rappresenta la nostra attività, esattamente come il punto vendita per chi vende offline. Un negozio difficilmente raggiungibile, disordinato e con poco spazio tra gli scaffali che lo rendono scomodo da visitare, rischia di non avere successo. Per il tuo Ecommerce valgono gli stessi principi: fai in modo che l’esperienza di acquisto sia unica, che la navigazione tra cataloghi e prodotti o servizi sia fluida e che concludere un acquisto richieda pochi semplici passaggi senza intoppi.

Proprio perché è una componente strategica, per lo sviluppo del sito è consigliabile rivolgersi a dei professionisti. Esistono freelance ed agenzie specializzate che offrono sviluppo e manutenzione del sito, in base alle esigenze e alla tipologia di e-store oppure puoi affidarti a piattaforme come Vidra, che offre tutti gli strumenti per creare e gestire uno store online.

Una volta scelto a chi affidare la creazione del sito web, affidati alla loro esperienza ma tieni a mente un paio di elementi importanti. Il primo è che sia responsive, nel senso che si dovrà adattare automaticamente alle diverse dimensioni degli schermi di oggi, soprattutto mobile. Sempre più utenti infatti fanno i loro acquisti da smartphone; secondo osservatori.net, gli acquisti da smartphone nel 2019 in Italia sono stati pari a 12,5 miliardi di euro (+33% rispetto al 2018), il 40% di tutti gli acquisti fatti online¹. Lo shopping in mobilità quindi è diventato ormai una realtà e va tenuto in seria considerazione.

Il secondo è che i siti possono essere sviluppati fondamentalmente in due modi: scritti completamente in codice o creati tramite piattaforme di gestione dei contenuti che si chiamano CMS. Nel primo caso, il sito sarà esattamente come lo vuoi in tutto e per tutto ma ti costerà un po’ di più. Nel secondo, dovrai scendere a qualche compromesso ma i CMS sono strumenti sempre più usati e molti dei siti che navighi regolarmente sono costruiti proprio su queste piattaforme.

C’è poi da considerare anche quale servizio di hosting scegliere, cioè l’azienda che offre lo “spazio” sul quale pubblicare il sito. Spesso chi si occupa dello sviluppo suggerisce anche il partner per questa esigenza, a te basterà sapere che la velocità di navigazione e accesso al tuo store online dipende anche dalla qualità del servizio offerta dalla società di hosting, dunque meglio prestare molta attenzione anche a questa scelta.

La logistica come strumento per migliorare la customer experience

Magazzino, spedizioni e resi sono tre fattori fondamentali. Sì, perché sono correlati tra loro e l’eccellenza in questi ambiti ha fatto la fortuna di grossi player come Amazon. Una gestione efficiente del magazzino può avere molti vantaggi, sia dal punto di vista dei costi sia da quello della customer experience. Maggiore è l’organizzazione minore sarà il tempo necessario per la spedizione della merce, il che significa anche avere un cliente più soddisfatto visto che si riducono i tempi per la ricezione dei prodotti acquistati. Anche la gestione dei resi è importante perché possono convincere il tuo cliente a restarti fedele e a non preferire un concorrente che ha tempi lunghi di gestione delle restituzioni o costi proibitivi.

Marketing e campagne pubblicitarie per farti conoscere

Ci sono moltissime attività di marketing che possono contribuire al successo della tua attività. Tra quelle fondamentali ci sono SEO e SEA, acronimi di Search Engine Optimization e Search Engine Advertising che insieme sono tutte le attività, a pagamento e non, per far trovare più facilmente il suo sito web sui motori di ricerca. Considerato che oggi, oltre il 90% delle pagine web nel mondo è “invisibile” per Google², è di cruciale importanza che tu investa affinché il tuo store online rientri nel restante 10%. Anche per queste attività esistono specialisti di settore e come per qualsiasi altra professione è bene rivolgersi a loro per ottenere i risultati sperati.

Altrettanto importanti poi ci sono le recensioni, le attività di e-mail marketing e il presidio dei canali social. Se vuoi approfondire, puoi leggere un articolo che abbiamo dedicato a come promuovere la tua azienda sul web.

Il partner per la gestione degli incassi: una scelta strategica

L’ultimo passaggio di un acquisto - online o offline poco importa - è il pagamento. Un sistema di pagamento ben integrato può fare la differenza e convincere il tuo cliente a tornare oppure a scegliere un tuo concorrente per gli acquisti futuri. Anche in questo ambito i fattori da tenere in considerazione sono molti, la scelta del partner giusto per la gestione degli incassi del tuo Ecommerce può decretare il successo del tuo business.

Occorre innanzitutto decidere che tipo di integrazione si sta cercando. Si può scegliere un sistema semplice, poco personalizzabile e magari con costi variabili in base al transato, oppure soluzioni più personalizzabili, con maggiori funzionalità e costi che dipendono dai servizi a valore aggiunto attivati.

In base al target di riferimento è bene valutare quali sistemi di pagamento integrare. Per esempio, per una clientela giovane è possibile attivare i wallet di pagamento più comuni sugli smartphone – come Apple Pay e Google Pay – mentre se si vendono prodotti a clienti cinesi, è importante valutare strumenti come Alipay, WeChat Pay e Unionpay. Se poi il target è il B2B, MyBank e iDEAL possono fare la differenza ed incrementare il tasso di conversione del tuo carrello. Guarda il nostro video dedicato ai pagamenti alternativi per approfondire il tema.

Un’altra componente strategica è la prevenzione frodi. Oggi esistono piattaforme che, grazie ad intelligenza artificiale e machine learning, possono ridurre le frodi e allo stesso tempo incrementare le vendite grazie alla loro capacità di ridurre i falsi positivi, ossia le transazioni genuine identificate erroneamente come fraudolente. Una piattaforma di prevenzione frodi efficace è un’arma in più anche in termini di customer journey, perché riduce la frizione in fase di checkout e rende più piacevole e veloce la fase di pagamento.

Quanto costa aprire un Ecommerce

È difficile dare una risposta precisa a questa domanda: molto dipende da qualità e personalizzazione dei servizi scelti. Sul web, ci sono poi agenzie ed aziende che propongono pacchetti che includono alcuni dei servizi che abbiamo elencato o addirittura la gestione “chiavi in mano” di tutto l’Ecommerce.

È possibile identificare delle classi di costi per l’apertura di un Ecommerce:

  • Setup, attivazione contratto o sviluppo
    Spesso le aziende prevedono dei costi fissi, una tantum, per l’attivazione o erogazione di un servizio. Nel caso dell’attivazione di un Ecommerce, possono essere: il costo di sviluppo del sito, l’attivazione del gateway di pagamento e anche l’impostazione di un progetto di marketing.
  • Manutenzione o canoni piattaforma e CMS
    Mantenimento del sito, aggiornamento del catalogo prodotti, gestione del magazzino, hosting e accesso a piattaforme di incasso sono solo alcune delle voci di costo che vanno previste con periodicità definita in fase di contratto.
  • Commissioni sul transato
    Vengono applicate in forma fissa o variabile sull’importo del transato. Possono variare in base allo strumento di pagamento utilizzato dal cliente (es. carte di credito, wallet digitali, pagamenti alternativi, ecc) e vengono decurtate in automatico dagli incassi o addebitate successivamente.
  • Costi accessori e variabili
    Vanno sempre previsti dei costi accessori. Possono essere bolli ed oneri dovuti allo Stato (per esempio per la registrazione di contratti), costi una tantum di consulenza, budget per campagne di advertising.

In conclusione, aprire un Ecommerce può essere oneroso, non solo in termini economici, ma è un elemento chiave per intercettare il consumatore che non si affida più esclusivamente solo a touch point fisici per i suoi acquisti e con un business plan ben costruito e strategie solide a supportarlo, le opportunità offerte dal canale digitale permettono di raggiungere potenziali clienti in tutto il mondo.

Axerve produce questo contenuto senza pretesa di completezza né di attualità delle informazioni riportate. Questo articolo ha il solo scopo di fornire indicazioni utili sul tema trattato e non è da considerarsi guida esaustiva quanto piuttosto un vademecum. Se vuoi segnalarci una correzione contattaci attraverso i nostri social network.
Fonti
1

Mobile Commerce: gli acquisti online da Smartphone | Osservatorio Digital Content del PoliMi

2

Ahrefs Research 2020

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