Carta di credito e Bancomat: differenze per esercenti e consumatori

Gli strumenti di pagamento elettronici ormai fanno parte del quotidiano anche per i consumatori italiani, da sempre meno propensi al pagamento con le carte rispetto, per esempio, alla media europea¹.

Nel 2019, in Italia, c’erano in circolazione 15,4 milioni di carte di credito e 57,2 milioni di carte di debito, comunemente chiamate Bancomat, e il 2020 sta facendo registrare un aumento di richieste di entrambe del 3,6%, con un incremento del transato con questi strumenti dell’11,3% e una frequenza media di utilizzo che raggiunge i 3 pagamenti mensili².

Stiamo parlando quindi di abitudini sempre più consolidate che, unite alle agevolazioni della Legge di Bilancio 2020 e all'introduzione del cashback di Natale, rendono i POS e più in generale tutti gli strumenti di incasso per pagamenti elettronici, irrinunciabili per qualsiasi attività commerciale.

Differenze tra carta di credito e debito per gli esercenti

Cosa comporta per gli esercenti accettare un pagamento con carta di debito o di credito? Prima di rispondere a questa domanda è fondamentale conoscere le caratteristiche e le differenze di entrambe le carte.

Abbiamo già pubblicato un articolo dedicato al funzionamento della carta di credito per i pagamenti in negozio e online ed un contenuto specifico con tutto quello che c’è da sapere sui pagamenti con il Bancomat, ma un confronto puntuale tra i due strumenti può essere utile per impostare le strategie di business e nella scelta della soluzione POS migliore per le proprie esigenze.

Costi e condizioni delle carte di credito

Se, come abbiamo già specificato negli articoli appena citati, non ci sono differenze sostanziali da un punto di vista dell’accettazione del pagamento, perché in entrambi i casi è necessario semplicemente avere un POS fisico o un POS virtuale, a seconda del canale di vendita, possono essercene da un punto di vista dei costi.

Occorre considerare che i fattori che incidono sul costo dei pagamenti con carta di credito per la società che offre il servizio POS sono molti. Ecco i tre principali:

  • Paese di provenienza (Europa o Extra Europa)
  • Circuito su cui è stata emessa (Visa, Bancomat, American Express, ecc)
  • Tipologia del titolare (consumatore o azienda)

In base a questi fattori l’acquirer definisce le commissioni della sua offerta ma spesso preferisce applicare una commissione unica, a prescindere dalle carte accettate dal POS, per semplificare la proposta commerciale e rendere più agevole il computo dei costi all'esercente.

Costi delle carte di debito per gli esercenti

Anche le carte di debito prevedono costi analoghi a quelle di credito ma si differenziano perché spesso includono un circuito nazionale (es. Bancomat, Postamat, ecc) tra quelli abilitati, il che comporta costi inferiori rispetto ai circuiti internazionali.

I pagamenti effettuati con una carta di debito quindi, se processati su circuito nazionale, possono essere meno costosi per l'acquirer e, come conseguenza, potrebbero esserlo anche per l’esercente. Il condizionale però è d’obbligo perché, come detto, non sempre tutte le offerte POS sul mercato distinguono le commissioni a seconda della carta che sta transando, preferiscono invece applicare una fee per tutti gli strumenti.

È bene considerare comunque che alcune società di gestione dei pagamenti, non tutte, danno la possibilità di scegliere soluzioni personalizzate. Axerve, per esempio, offre da sempre l’opportunità di costruire un’offerta POS su misura delle esigenze dei suoi clienti, anche dal punto di vista dei costi e delle commissioni.

Carte di credito e Bancomat: la differenza e cosa cambia per il consumatore

Come approfondito nel nostro post dedicato al Bancomat, per gli acquirenti le carte di debito si distinguono da quelle di credito principalmente per i tempi di addebito sul conto corrente che avviene entro due giorni dall'avvenuto pagamento, a differenza delle carte di credito “classiche”, le cui spese vengono addebitate il mese successivo. Inoltre, i costi di queste carte, ossia il canone mensile, sono inferiori rispetto a quelli della carta di credito, anche se è sempre più facile trovare carte di pagamento a canone azzerato.

Non sono invece previste commissioni addebitate al titolare della carta in caso di utilizzo, se si escludono le carte revolving che, a fronte della rateizzazione dei pagamenti, applicano una percentuale sullo speso, proprio come i finanziamenti comuni ai quali si ispira il loro funzionamento.

In conclusione, non c’è grande differenza tra carta di credito e Bancomat da un punto dell’utilizzo ma le caratteristiche dell’una e dell’altra in termini di costi possono determinare la scelta della soluzione di incasso per la propria attività.

Fonti
¹Card payments in Europe. Current landscape and future prospects: a Eurosystem perspective. | Banca Centrale Europea, aprile 2020
²Diciottesima edizione dell'Osservatorio Carte di Credito e Digital Payments | Assofin, Nomisma, Ipsos, CRIF, settembre 2020

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