Axerve è un marchioBanca Sella

5   Luglio 2018

Obbligo POS: la normativa

Mettere a disposizione delle persone la possibilità di pagare con la moneta elettronica tramite POS è una buona pratica non solo perché consente pagamenti alternativi richiesti sempre più spesso dai clienti, ma predispone un esercente al rispetto della norma attualmente in vigore​.

Infatti, ormai da svariati anni, in Italia molte categorie di lavoratori sono obbligate ad avere in dotazione un POS, anche se la normativa non è stata finora molto chiara al riguardo ed è ancora in fase di elaborazione definitiva: il cammino per avere una legge compiuta, infatti, non è ancora terminato, anche se nel tempo sono stati fatti dei notevoli passi avanti.

L’evoluzione della normativa sul POS

2007: in questa prima fase il POS non era ancora stato introdotto, ma, con lo scopo di agevolare l’antiriciclaggio, prendeva avvio il disegno per limitare l’uso del contante. Il ​d.lgs 231/2007​ (art. 25, comma 6d), ancora in vigore, aveva stabilito il divieto di effettuare in contanti qualsiasi pagamento superiore a 999,99 euro, alzato, poi, con la Legge di Stabilità 2016, a 3.000 euro​.

2012: con il ​d.lgs 179/2012​ (art. 15, commi 4 e 5) entra in vigore l’obbligo del POS a partire dal 1 gennaio 2014, con l’obiettivo di incrementare l’uso della moneta elettronica per combattere l’evasione fiscale, grazie alla tracciabilità dei pagamenti di beni, servizi e prestazioni professionali per mezzo bancomat, carte di credito o carte ricaricabili. La normativa non prevedeva sanzioni per chi non rispettasse la disposizione.

2014: il 24 gennaio viene emanato un ​decreto interministeriale​ che chiarisce alcuni aspetti riguardanti i pagamenti elettronici resi obbligatori dal decreto del 2012 sopra citato. Fino al 30 giugno 2014, per esempio, coloro che avevano un fatturato superiore a 200 mila euro erano tenuti a dotarsi di POS; questo tetto è stato successivamente superato e l’obbligo è scattato per tutti, indipendentemente dal fatturato.

2016: la Legge di Stabilità aveva previsto, a partire dal 1 febbraio 2017, delle sanzioni per chi non fosse dotato di POS o non accettasse pagamenti con carte (eccetto nei “casi di oggettiva impossibilità tecnica” come si legge nel testo del ​d.lgs 208/2015​, dove il reale problema non è il mancato adeguamento dei lavoratori ma gli eventuali problemi tecnici); questa misura non ha avuto riscontro nella pratica e pertanto non ci sono stati cambiamenti effettivi nell’incremento della moneta elettronica.

La situazione attuale: sanzioni e agevolazioni per chi rifiuta un pagamento su POS

Nonostante ancora non si sia arrivati alla stesura di provvedimenti definitivi, con la Legge di Bilancio 2018, il governo, anziché varare una legge ad hoc, intende estendere alle transazioni commerciali effettuate con moneta elettronica una norma contenuta nel Codice Penale (​art. 693​), che stabilisce che “chiunque rifiuta di ricevere, per il loro valore, monete aventi corso legale nello Stato, è punito con la sanzione amministrativa fino a trenta euro”.

Tradotto in altre parole, e in questo consiste l’ innovazione principale rispetto agli anni passati, un esercente rischia 30 euro di multa per ogni transazione negata, perché oggi il pagamento con carte deve essere considerato alla pari del pagamento in contanti.

Per incentivare l’uso del POS e impedire gli aumenti di prezzo di beni e parcelle, il decreto attuativo, in linea con le direttive europee, contiene anche delle semplificazioni sulle commissioni bancarie, portandole allo 0,3% su carte di credito, allo 0,2% sulle carte di debito (come bancomat o postepay) e attuando riduzioni ancora più significative per micropagamenti fino a 5 euro. Il costo troppo elevato delle transazioni applicato da alcune banche, infatti, potrebbe scoraggiare un esercente ad adeguarsi alla normativa, soprattutto in caso di commissioni applicate su piccoli importi; viceversa, un loro effettivo taglio non inciderebbe, in particolare, sul fatturato di piccoli esercizi e risolverebbe buona parte delle problematiche legate all’adozione dei POS.

Oltre a ciò, la nuova Legge di Bilancio potrebbe prevedere incentivi sotto forma di credito d’imposta per i professionisti che devono dotarsi del dispositivo e anche delle agevolazioni fiscali per chi preferisce pagamenti con bancomat o carte di credito: poiché rendono tracciabili i loro acquisti e, di conseguenza, gli incassi di chi ha venduto loro merci o prestazioni, favoriscono la lotta all’evasione e all’elusione fiscale.

A chi è rivolto l’obbligo POS

L’obbligo di avere un POS è relativo a molte categorie di lavoratori che vendono beni, servizi e prestazioni professionali.

Nello specifico, sono tenuti a dotarsi del terminale:

Al momento sono, invece, esclusi:

Oltre la normativa: i vantaggi dell’uso del POS

Al di là della normativa in vigore e dei limiti che ancora deve superare, dotarsi di uno dei tanti tipi di POS ha comunque innumerevoli vantaggi, tanto per gli esercenti quanto per i clienti. L’uso del dispositivo, infatti, ha dei risvolti positivi da prendere in considerazione perché consente di:

Hai una piccola impresa?

Con l'offerta EASY hai un POS GPRS, nessuna commissione sul transato, un canone fisso mensile e puoi tenere monitorati gli incassi del tuo POS con un semplice click.

Scopri l'offerta Easy

Hai bisogno di un'offerta dedicata?

L'offerta PREMIUM si adatta a ogni tua necessità. I nostri consulenti specializzati ti aiuteranno a costruire un'offerta su misura per te e la tua impresa.

Scopri l'offerta Premium