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Riconoscimento biometrico e pagamenti: dall’impronta digitale ai voice payments

Riconoscimento biometrico e pagamenti: dall’impronta digitale ai voice payments

Pubblicazione: 6 dicembre 2022 • Tempo di lettura: 5 minuti

L’innovazione tecnologica degli ultimi vent’anni, in particolare in corrispondenza della nascita dell’Ecommerce, ha interessato sempre di più l’ambito dei pagamenti online e in-store. POS sempre più evoluti e affidabili, l’introduzione di sistemi di sicurezza nelle carte di pagamento – pensiamo ad esempio al codice CVV o al sistema “Chip & PIN” – e nuove forme di incasso e pagamenti alternativi sono alcune delle novità che hanno contraddistinto l’evoluzione di questo settore.

Tra gli elementi tecnologici più dirompenti dell’ultimo decennio che hanno letteralmente rivoluzionato la nostra esperienza d’uso va citata la biometria, la cui applicazione su larga scala agli smartphone – e non solo - ha aperto la strada anche ad altri ambiti, non ultimo quello dei pagamenti.

Cos’è la biometria e quali sono i suoi vantaggi

La biometria è la disciplina che studia le grandezze biofisiche per accertarne i meccanismi di funzionamento, misurarne il valore e indurre un comportamento desiderato in specifici sistemi tecnologici.

Sono proprio le caratteristiche biometriche, dette anche identificatori biometrici, a permettere di identificare univocamente un individuo e dunque a facilitarne il riconoscimento. La tecnologia attuale infatti permette di riconoscere una persona tramite:

  • impronta digitale
  • colore e dimensione dell’iride
  • retina
  • vascolarizzazione
  • forma dell’orecchio
  • fisionomia del volto
  • impronta vocale

Oggi, in particolare, smartphone e tablet includono lettori di impronta e software per il riconoscimento facciale che ci permettono non solo di accedere a questi dispositivi ma anche di effettuare disposizioni come i pagamenti, in ottemperanza alla normativa europea PSD2 che, con l’introduzione della Strong Customer Authentication (SCA), richiede un’autenticazione forte a due fattori.

I vantaggi della biometria applicata al nostro quotidiano sono più di uno. Ecco i principali:

  • Addio a PIN e password
    Il riconoscimento biometrico sostituisce PIN e password che possono essere utilizzati come “back-up” o in casi specifici, ad esempio nel caso lo smartphone debba essere sbloccato da un’altra persona.
  • Velocità e usabilità
    In molte occasioni questi sistemi sono più veloci rispetto all’inserimento di un codice, soprattutto se complesso. In più può essere più comodo, soprattutto con l’uso del dispositivo a una mano.
  • Sicurezza
    Più un codice di accesso è semplice, maggiore è la possibilità che questo venga indovinato. Un identificatore biometrico è personale e non può essere indovinato né trafugato.

Vantaggi che i settori della telefonia e dei pagamenti hanno saputo cogliere, basti pensare che entro la fine del 2022, secondo un sondaggio di Acuity Market Intelligence¹, i dispositivi con capacità di identificazione biometrica che verranno usati per pagare saranno oltre il 97%, contro poco più del 64% del 2018. 

Voice payments: pagare con la voce grazie al riconoscimento vocale

Secondo un sondaggio di IDEMIA², le forme di riconoscimento biometrico più diffuse a livello globale in ambito consumer sono fondamentalmente tre:

  1. Impronta digitale (70%)
  2. Riconoscimento facciale (43%)
  3. Impronta vocale (25%)

Questi dati sono probabilmente da ricondurre alla diffusione di dispositivi in grado di gestire le diverse tipologie di riconoscimento e alle abitudini degli utenti, legati maggiormente alle tecnologie più mature.

Il riconoscimento vocale oggi non è tra le tecnologie più utilizzate ma la penetrazione sempre più capillare di domotica e, in generale, dell’Internet of Things (IoT) sta creando scenari dal grande potenziale. Big Tech come Google, con Google Assistant, e Amazon, con Alexa – solo per citare due esempi – stanno investendo molto sui comandi vocali multi-piattaforma. Dagli smartphone agli smart speaker, la possibilità di impartire comandi vocali sta rivoluzionando il modo in cui i consumatori si relazionano con le aziende.

Se il settore dell’elettronica di consumo sta investendo sull’infrastruttura, le aziende che operano nell’ambito Fintech e pagamenti stanno a loro volta sviluppando soluzioni da offrire ai loro clienti. Infatti, una survey di Speechmatics del 2021³ ha identificato il settore “bancario, finanziario e assicurativo” tra quelli che utilizzeranno maggiormente l’applicazione di tecnologie vocali nel prossimo triennio.

La possibilità di finalizzare un pagamento tramite riconoscimento vocale, in inglese voice payment, offre nuove opportunità anche ai retailer fisici e online. Alla comodità, indubbia, per l’utente di completare un acquisto e confermare il relativo pagamento, senza l’uso delle mani, si affiancano le opportunità per gli esercenti:

  1. Cross e up selling
    Il problema delle notifiche via app oggi è sentito, tanto che la sovraesposizione a questi messaggi quasi ricorrenti ci sta rendendo refrattari al senso di urgenza che dovrebbero suscitare. Gli assistenti vocali invece sono un territorio ancora poco esplorato e la possibilità di proporre nuovi acquisti da confermare con un semplice sì è una delle prossime frontiere del commercio elettronico.
  2. Prevenzione frodi
    È un vantaggio di tutte le piattaforme che supportano il riconoscimento biometrico. Va detto però che tecnologie come il riconoscimento dell’impronta digitale e del volto (non tutte le soluzioni hanno lo stesso grado di affidabilità) oggi sono più mature, garantiscono maggiore sicurezza e sono più attendibili. Anche in questo caso però il potenziale è molto elevato e l’innovazione tecnologica sta facendo passi da gigante.
  3. User experience
    Se da un lato è un vantaggio per l’acquirente, dall’altro lo è anche per l’esercente. Oltre ad aumentare i touch-point a disposizione, l’esperienza d’uso dell’interazione vocale può essere meno impattante in termini, per esempio di gestione di una pagina di checkout con i relativi metodi di pagamento, la cui interfaccia varia anche molto.

In definitiva i voice payment, ma soprattutto le piattaforme che sfruttano il riconoscimento vocale, per le aziende sono una nuova opportunità di incrementare le vendite, perché aumentano i punti di contatto e le forme con le quali interagire con i clienti.

Il futuro dei pagamenti digitali: biometria e Web3

Difficile prevedere se i pagamenti tramite riconoscimento vocale saranno quelli predominanti in futuro. Certo è che questa modalità si sposa perfettamente con nuovi scenari ed ecosistemi tecnologici che stanno nascendo, nei quali la biometria avrà un ruolo sempre più strategico. Web3.0 e metaverso, ma anche a realtà aumentata e virtuale sono ambienti nei quali anche la voce avrà un ruolo strategico crescente, per permetterci di identificarci come entità uniche e indistinguibili, migliorando le esperienze di pagamento e di incasso.

Fonti
1

The Global Biometrics and Mobility Report: The Convergence of Commerce and Privacy | Acuity Market Intelligence, 2017

2

IDEMIA: Consumers Throughout the World Embrace Biometric Payment Cards | IDEMIA, 2021

3

Trends and predictions for voice technology in 2021 | Speechmatics, 2021

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